Anche Roberto D’Agostino, per cinque mesi, sarebbe stato tra i giornalisti spiati utilizzando il software fornito al governo italiano dall’azienda israeliana Paragon. Si tratta di un particolare rilevante in questo scandalo di cyberspionaggio, perché D’Agostino non è solo l’ennesimo giornalista intercettato, ma è il fondatore di Dagospia, il noto sito, spesso duro con l’esecutivo, che pubblica notizie e racconta retroscena che riguardano la politica e i gossip nei centri di potere.
Caso Paragon, ora gli spiati sono sette: c'è anche il fondatore di Dagospia. L'azienda: «In Italia uso improprio»
D'Agostino è il terzo giornalista intercettato con lo spyware già usato dai servizi segreti. La procura accelera l'inchiesta per scoprire chi ha spiato. Renzi: «È il Watergate italiano, ma Meloni e Mantovano continuano a tacere»














