Anche Roberto D’Agostino, per cinque mesi, sarebbe stato tra i giornalisti spiati utilizzando il software fornito al governo italiano dall’azienda israeliana Paragon. Si tratta di un particolare rilevante in questo scandalo di cyberspionaggio, perché D’Agostino non è solo l’ennesimo giornalista intercettato, ma è il fondatore di Dagospia, il noto sito, spesso duro con l’esecutivo, che pubblica notizie e racconta retroscena che riguardano la politica e i gossip nei centri di potere.