Luca Pedata torna a Milano, dove ha già lavorato per dieci anni con Carlo Cracco, da Carlo e Camilla in Segheria e per una rapida parentesi da Carlo Al Naviglio. Quasi due anni di consulenze in giro per l'Italia e lo chef è pronto ad affrontare una nuova sfida: guiderà Orizzonti, il ristorante da cui si vede tutta Milano, al tredicesimo piano dell'Uptown Palace in via Santa Sofia.
"Prima mi sono preso una pausa, è nato mio figlio e avevo bisogno e voglia di tornare a casa", racconta. A Napoli si è fermato poco. "Sono arrivate tante proposte nel frattempo. Ma nulla, prima di Orizzonti, era davvero in sintonia con il mio progetto, con la mia idea di cucina".
Qual è la sua idea di cucina?
“Odio le definizioni, appena le dai ti rendi conto che già non hanno più senso. Per me la cucina deve basarsi sull'essenza. Quello che cerco di trasmettere quando penso a un menù, ad un piatto, è l'importanza di avere delle radici. Da qui poi parte tutto, si trova lo spunto per creare qualcosa di nuovo, che però ha sempre un collegamento con le radici, le tradizioni”.
Quanto ha influito la sua esperienza con Carlo Cracco?






