Il ritorno dello chef Luca a Fantin è Giallo a Milano. Non un risotto, sarebbe stato ovvio. Ma una tagliatella, molto gialla, colorata dallo zafferano e appoggiata su un fondo bruno. “Una piccola provocazione – racconta lo chef che per 16 anni è stato a Tokyo, con il gruppo Bulgari –. Ma anche l’idea di proporre qualcosa di diverso, come è questo format. Apro qui un nuovo capitolo della mia carriera”. Fantin dirige la cucina di Pepe - Barra Italiana, la nuova apertura del Gruppo Langosteria, forse quella su cui c’è più curiosità in Palazzo Lancia, in via Matteotti, dove ci sono già al quinto e al sesto piano Langosteria e Ally’s Bar.

Luca Fantin

L’idea dello chef.

“Il progetto mi è piaciuto molto fin da subito – racconta lo chef a Il Gusto –. Ad aprile avevo deciso di lasciare il gruppo Bulgari e mi stavo guardando un po’ intorno. In Giappone vivevo da anni, lì sono nati e cresciuti i miei tre figli di otto, nove e undici anni. Avevo voglia che vedessero anche un’alta parte del mondo e poi sentivo il bisogno di tornare a casa dalla mia famiglia, anche io dai miei genitori. Ho incontrato Enrico Buonocore (ceo e founder del Gruppo Langosteria, ndr) e ci siamo subito trovati d’accordo sull’idea di proporre un progetto che mettesse in primo piano l’arte della cucina italiana. Lui cercava una figura professionale come la mia e io cercavo un progetto eccitante. In Giappone ero abituato ad una cucina diversa più essenziale, più tailor made, lo spazio era piccolo, trenta coperti. Qui invece mi muovo su spazi e tempi diversi. Non ci sono tavoli ma solo le barre, i banconi, tre per dodici posti ciascuno, poi le contro barre che invece di affacciarsi sulla cucina si affacciano fuori, sul centro di Milano. Faremo il doppio servizio a pranzo e a cena. Il menù è diviso in tre categorie, a partire dagli antipasti: verdure, carne o pesce. L’ingrediente principale sarà la verdura, con tocchi e sapori da portata principale. Ci saranno le paste ripiene, fresche”.