Dove finisce il personaggio, inizia l’uomo. A Milano, tra le vetrate di Casa Brera, Nusret Gökçe abbassa per un attimo gli occhiali tondi e si lascia andare. Niente pose, niente lente al rallentatore sul gesto del sale, solo un ristoratore che confida che si è innamorato di Milano perché «se hai successo qui puoi averlo dappertutto». È anche la città delle scommesse: come quella del nuovo menu da 35 euro a pranzo (più altre due formule da 45 e 65, per due o tre portate) che consente davvero a tutti la prova. E sulla carta del lunch porta per la prima volta porta una pasta, le tagliatelle al ragù di wagyu.

La sua storia è nota: figlio di un minatore della provincia di Erzurum, nell’est della Turchia, in una famiglia curda: il padre lavora in miniera, i soldi in casa sono pochi. Anche dopo il trasferimento a Istanbul, le cose non migliorano molto. A undici-dodici anni lascia la scuola per contribuire al bilancio familiare: viene preso come apprendista in una macelleria di Kad?köy, sette giorni su sette, dal banco taglio fino al retrobottega.Tra il 2007 e il 2010, con in tasca pochi soldi e molti appunti, fa il giro del mondo della carne: Argentina e Stati Uniti, dove lavora spesso gratis nelle steakhouse per imparare come si pensa un ristorante da carne moderno. Al ritorno, nel 2010, si presenta a uno dei clienti più affezionati con una proposta semplice: «Tu metti i soldi, io metto il lavoro» racconta a Il Gusto.