Tre controlli di polizia a distanza di pochi giorni nelle vie del centro di Roma, che non hanno portato a un'identificazione della mamma e della bimba trovate poi morte a Villa Pamphili, né a “proteggerle”. Interventi scattati dalle chiamate di cittadini che segnalavano il presunto killer della bimba, ferito, intento a strattonare la compagna e nell'ultima occasione da solo con piccola di pochi mesi che piangeva disperatamente. Sui controlli a cui è stato sottoposto Rexal Ford, che in realtà si chiama Charles Francis Kauffman, ora il Partito democratico chiede al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi di fare chiarezza, con "un'interrogazione urgente presentata dai senatori dem Cecilia D'Elia, vicepresidente della Commissione bicamerale d'inchiesta sul femminicidio, Valeria Valente, Filippo Sensi e altri colleghi.

Villa Pamphili, l’americano arrestato cinque volte negli Usa per violenza domestica con arma letale

di Giuliano Foschini, Andrea Ossino

17 Giugno 2025

"Dalle ricostruzioni giornalistiche e dalle indagini risulta che l'uomo fermato, identificato inizialmente come Rexal Ford, nome successivamente risultato falso, era già stato segnalato in almeno tre occasioni precedenti alle forze dell'ordine per episodi di violenza, sempre in compagnia della donna e della bambina - sottolinea D'Elia -. Nonostante ciò, non è mai stata accertata l'identità della donna, né sono state adottate misure di protezione o separazione nei confronti della coppia".