C'è una novità nel caso delle due donne — madre e figlia di pochi mesi — trovate senza vita all'interno di Villa Pamphili, a Roma. Una testimone, un'operatrice del servizio giardini, ha riferito agli inquirenti di aver visto nei giorni precedenti una donna con una neonata in braccio, probabilmente le due vittime, in compagnia di un uomo dalla carnagione olivastra.
Secondo la sua testimonianza, i tre si trovavano all’interno di una tenda — quella già sequestrata dagli investigatori e ritrovata a breve distanza dai corpi — sistemata vicino al muro di cinta su via Leone XIII. La donna, che parlava in inglese, ha raccontato di essersi imbattuta in questo piccolo accampamento nascosto tra gli oleandri. Aveva avvertito le persone presenti che campeggiare all’interno del parco era vietato e che dovevano andarsene.
Roma, il degrado di Villa Pamphili: nel parco tendopoli improvvisate e rifiuti
Dopo la testimonianza dell’operatrice, è ormai certo il legame tra l’oggetto e le due vittime. Si tratterebbe infatti di una tenda distribuita da un’associazione che assiste i senzatetto. Chi l’ha ricevuta ha dovuto presentare un documento d’identità e lasciare i propri dati. Sebbene non si escluda che la tenda possa aver cambiato proprietario più volte, si tratta comunque di una pista concreta da seguire.












