Una nuova testimonianza, un nuovo tassello che si aggiunge al giallo di Villa Pamphilj, dove lo scorso sabato sono stati trovati i corpi senza vita di madre e figlia, a pochi metri di distanza l’una dall’altra, anche se morte in giorni diversi, la prima sembrerebbe per cause naturali, la seconda picchiata e soffocata. Si tratta di una dipendente del Servizio Giardini, che si occupa della pulizia del parco romano ed è già stata ascoltata dagli inquirenti. La donna ha raccontato di aver visto le due vittime, in compagnia di un uomo di carnagione chiara, proprio nel punto in cui sono stati trovati i cadaveri, circa dieci giorni prima del ritrovamento. «Stavano montando la tenda, gli ho detto in lingua inglese che in quel punto non ci si poteva accampare ma loro mi hanno ignorata», ha spiegato la donna che ha riconosciuto l’adulta tramite le foto dei tatuaggi diramate dalla Questura pochi giorni fa. La tenda in questione, ritrovata vicino al corpo delle vittime, appartiene a un’associazione umanitaria che presta assistenza ai senzatetto. Un indizio non da poco per cercare di risalire all’identità ancora sconosciuta di mamma e figlia ma anche dell’uomo che era con loro. Questo perché le associazioni forniscono le tende solo previa identificazione.
Mamma e figlia morte a Villa Pamphili, nella tenda la chiave per identificarle? La testimone: «Ho visto mentre la montavano»
Una nuova testimonianza, un nuovo tassello che si aggiunge al giallo di Villa Pamphilj, dove lo scorso sabato sono stati trovati i corpi senza vita di madre e figlia, a pochi metri di distanza...










