Tre controlli di polizia al centro di Roma a distanza di pochi giorni.
Tre occasioni in cui il presunto killer di Villa Pamphili è comparso davanti agli agenti in compagnia di mamma e figlia trovate poi morte in uno dei parchi più frequentati di Roma. Interventi che, però, non hanno portato ad una loro identificazione e che ora verranno scandagliati nei minimi dettagli per analizzare se ci siano state falle nell'approccio operativo.
Il questore di Roma, Roberto Massucci, d'intesa con il capo della polizia, ha disposto una "puntuale ricostruzione" degli episodi in cui Francis Kaufmann, arrestato nei giorni scorsi sull'isola greca di Skiathos, la ventottenne Anastasia Trofimova e la piccola Andromeda sono stati controllati nella Capitale. A finire sotto la lente tutte le fasi di quegli accertamenti di polizia. Le verifiche riguardano, in particolare, l'operato di cinque equipaggi coinvolti nei controlli. I tre furono controllati la prima volta la sera del 20 maggio in via Giulia, nel centro storico della città dove, intorno alle 22, era stato notato un uomo ubriaco strattonare la donna in sua compagnia che aveva in braccio una bambina. La pattuglia lo identificò come Rexal Ford, nome risultato poi falso. La ventottenne, senza documenti, disse di chiamarsi Stella Ford. E li lasciarono andare. Un paio di ore dopo furono raggiunti nuovamente dalla polizia allertata dalla segnalazione di un passante che aveva visto un uomo, in stato di alterazione, ferito alla testa. All'arrivo dei poliziotti la donna stava curando la ferita alla fronte e avrebbe riferito - parlando in inglese fluente - che il marito, ubriaco, si era fatto male sbattendo contro lo spigolo del muro di un palazzo e che non l'aveva maltrattata.









