Ha rifiutato di rispondere alle domande che riguardavano i fatti della Cascina Spiotta il 73enne Massimo Maraschi, il primo degli ex brigatisti chiamati a testimoniare davanti alla Corte di assise di Alessandria nel processo ai capi storici dell'organizzazione Renato Curcio e Mario Moretti e all'ex militante Lauro Azzolini. Al vaglio dei giudici è stato portato il caso di Giuseppe d'Alfonso, l'appuntato dei carabinieri ferito mortalmente in uno scontro a fuoco il 5 giugno 1975 nella località alessandrina durante un intervento per liberare l'imprenditore vinicolo Vittorio Vallarino Gancia.
Testimoni al processo per la sparatoria di Cascina Spiotta: “Curcio e Cagol erano lì già nel ’73”
dalla nostra inviata Giada Lo Porto
28 Maggio 2025
Massimo Maraschi, che era stato arrestato il giorno precedente, nel 1978 fu condannato sia per il sequestro che per l'omicidio, seppure nella forma del 'concorso anomalo'. Per questo motivo la Corte ha stabilito che potesse non rispondere a ogni domanda che richiamasse in qualsiasi modo la sua vicenda processuale. Maraschi, nonostante le sollecitazioni del pm Emilio Gatti, si è limitato a parlare in maniera molto generica del suo passato. "Non si cava un ragno dal buco", è stato il commento di uno degli avvocati di parte civile.









