Le invidie di colleghi mediocri ma arrivisti, la prepotenza di altri, l’Apparato interno che non gradisce talune personalità spiccate e posiziona ovunque ostacoli, trappole, muri, e che conduce azioni di logoramento, azioni di depistaggio, e che ancora allestisce macchine del fango contro l’obiettivo, il nemico, contro chiunque lo circondi, e che orchestra campagne sotterranee: insomma un grande, grandissimo classico d’ogni ambiente di lavoro specie se sede di un potere, di cosa stupirci? Caratterizzò anche la nascita e la progressione, negli anni Settanta dei brigatisti, del Nucleo anti-terrorismo dei carabinieri del generale Carlo Alberto dalla Chiesa. Pure fra i vertici dell’Arma abbondavano i critici e i nemici.
Cascina Spiotta, quell'allarme inascoltato: «Fu comprato dalla Brigate Rosse». Ma l'informativa non fu mai recapitata
Le br e la sparatoria del 1975 in cui morirono la brigatista Mara Cagol e il carabiniere Giovanni D'Alfonso: l'indizio non arrivò mai al Nucleo Anti-terrorismo dell'Arma guidato dal generale Dalla Chiesa. I resoconti nel processo in Corte d’Assise di Alessandria sul «cold case»







