Nell’ufficio di Cristina Prandi, alle quattro di pomeriggio, i tecnici provano ad aggiustare un piccolo condizionatore. «L’ho acceso adesso che la mia collega non c’è. Io sono attenta alla sostenibilità ambientale, ma lei è ancora più ligia di me. Però a volte fa un gran caldo...». Quando un anno e mezzo fa si è spostata in quell’ufficio, non poteva credere di avere tutto l’ambiente per sé. A Chimica lo spazio è un lusso, che non voleva tenersi per sé. «Mi sembrava scorretto». Adesso, lì sono in due. Consapevoli che, da soli, non si va da nessuna parte. «In laboratorio funziona così: la squadra è ciò che conta di più. Non mi stancherò di dirlo». Una bambina normale di Bellinzago Novarese Da qualche parte, tra gadget da ogni parte del mondo, omaggi di convegni e uno smalto bordeaux sempre pronto all’occorrenza, c’è ancora una bottiglia aperta dal primo turno elettorale. Quella volta, come altre, Prandi ha gestito l’ansia nella riservatezza: accanto a lei, suo marito e il suo pro rettore Gianluca Cuniberti, nell’aria le note di «Where is my mind?» dei Pixes. Solo qualche anno fa non avrebbe mai immaginato di diventare rettrice. Anzi, non è nemmeno cresciuta con una particolare passione per la scienza. Quella bambina «normale» di Bellinzago Novarese, nata nel 1965, la prima di tre sorelle, figlia di un impiegato e una casalinga, aveva una grande passione: studiare. Non solo i libri «Secchiona ero e secchiona sono rimasta» scherza, anche se davvero è così. Ma le piace anche fare ginnastica artistica e ritmica, ascoltare musica, uscire con gli amici, nuotare. La scienza la scopre a Torino, prima al liceo scientifico Volta e poi all’Università. Si iscrive a Biologia, ma al primo esame di Chimica organica si innamora: è la perfetta sintesi tra il rigore e la creatività. Ora la giovane Prandi si sente capita e completa. «E privilegiata», per questo. È la cifra della sua vita da ricercatrice.
“Bresh, Murakami e il mare: sono una secchiona socievole”. Il ritratto della neo rettrice Prandi
“La mia è una vita normale”. Dopo il diploma scopre la chimica, la sua passione: “Unisce rigore e creatività”








