Il sindaco Gallo cancella la tradizionale "salaminata" dalla sagra di Albiate. La Salis sui social contro la bianchezza. Le supercazzole della sinistra post referendum. Ecco i peggiori della settimana

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Questa settimana al terzo posto del podio dei peggiori abbiamo il sindaco di Albiate, Vanessa Gallo, per la sua crociata contro la carne di maiale. Imbracciata la bandiera del "salutismo" l'amministrazione comunale ha deciso di rivedere la "merenda dei pensionati" alla Sagra di San Fermo e cancellare la tradizionale "salaminata" delle quattro di pomeriggio. "In piena estate – ha spiegato – è bene evitare di uscire nelle ore più calde e preferire i cibi leggeri". Niente pane e salamella, dunque. "Meglio una scelta più light, come una torta". Ma davvero, pur di portare avanti le proprie battaglie ideologiche, la sinistra è disposta a mettere in discussione uno dei piatti tipici della cucina lombarda - cucina che in molte zone della regione si basa proprio sui derivati della carne del maiale - e a polemizzare su una sagra storica che quest'anno compirà ben 416 anni. Le battaglie culinarie devono essere la nuova frontiera di una sinistra a corto di idee. E così in parlamento eccoli alle prese con una proposta di legge per limitare il consumo di zuccheri. Per carità teniamo tutti alla linea e, in particolar modo, alla salute ma, per favore, non esageriamo. Altrimenti si rischia di cadere nel ridicolo.Sul secondo grandino troviamo, anche questa settimana, Ilaria Salis che in un post sui social manda (scusate il francesismo) affanculo la bianchezza. Il contesto sono gli scontri negli Stati Uniti. E l'eurodeputata di Avs, anziché condannare i rivoltosi che stanno mettendo a ferro e fuoco Los Angeles, attacca a testa bassa Donald Trump e, ovviamente, "l'estrema destra italiana. Leggete un po' cosa ha scritto: "Chi si indigna per le infami politiche di Trump, per le ignobili operazioni di cattura e deportazione dei migranti, non può voltarsi dall’altra parte di fronte a ciò che accade qui". E poi ancora: "I Cpr, le deportazioni e le discriminazioni sono già realtà ben concrete. Realtà altrettanto infami, che vanno immediatamente abolite". È la solita narrazione ideologica della sinistra che sogna una società "meticcia, solidale, aperta" e poi, però, i problemi della mancata integrazione sui cittadini.