L'ex assistente della Salis sotto la redazione del Giornale e di Libero. La Festa di Liberazione ostaggio degli antagonisti. Il conduttore tv russo offende la Meloni. Ecco i peggiori della settimana
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Questa settimana il podio dei peggiori lo apriamo con una menzione speciale ai flotilleros in rotta su Gaza alle prese con un sexgate. Si vocifera di "accuse di condotte sessuali inappropriate" nei confronti di uno dei leader. Niente violenze, ben inteso. Solo sesso. Con più di una militante. E quindi: scandalo. E lettera scarlatta. L'accusa: "Farlo a bordo di un'imbarcazione, mentre ci si dirige verso una nazione che sta subendo un genocidio, con volontarie che sono sotto la propria autorità, è una chiara violazione dell’etica e del potere". È scoppiata la bagarre. Con tanto di denunce, indagini interne e dichiarazioni ufficiali per smentire l’accaduto. Tutto molto grottesco.Al terzo posto della nostra classifica abbiamo Mattia Tombolini, ex assistente di Ilaria Salis al Parlamento europeo. Qualche notte fa è passato sotto la redazione del Giornale e di Libero: si è scattato una foto e la ha condivisa sui social con scritto "J'ho portato er curriculum". Non fatevi ingannare dal tono divertente del post perché, dopo le nostre inchieste sui centri soci, la rete antagonista e i movimenti anarchici, suona quasi come un avvertimento. O meglio: una schedatura. Magari ci sbagliamo ma sembra proprio che l'obiettivo sia mettere la redazione nel mirino. Come a dire: ecco dove lavorano i giornali nemici. E, infatti, il tenore dei commenti è tutt'altro che leggero. Tanto che, a chi gli scrive "immagino l'odore da fuori", lui risponde: "Stavo a scrive tante cose ma me sto bono dai (puzza de carogna)". Non stupiamoci poi se, anziché avere a che fare con inopportuni visitatori da selfie che ci portano il curriculum, un giorno ci toccherà fare in conti con qualche violento carico d'odio che ci porta pietre o peggio.Al secondo posto abbiamo gli smemorati del 25 aprile che trasformano la festa di liberazione in un caravanserraglio pro Pal. La sinistra scende in piazza per celebrare la fine del nazifascismo ma, paradosso dei paradossi, c'è chi si schiera contro chi ci ha liberato dalla dittatura, ovvero gli Stati Uniti, e trasformare la piazza nell'ennesima marcia in difesa della Palestina. Ma cosa c'entra il 25 aprile con Israele e con le guerra di oggi? Il risultato è stato che, alla manifestazione nazionale di Milano, si sono tenuti due comizi distinti: da una parte le assocuazioni partigiane e dall’altra antagonisti e palestinesi. È la prima volta che succede. Ed è una brutta sconfitta per l'Anpi. Ma è anche una sconfitta per la sinistra che, per appropriarsi ancora una volta di una festa che dovrebbe essere nazionale, oltre dividere il Paese finisce per spaccarsi al suo interno.












