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13 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 18:22
Un presunto attacco alla separazione delle carriere pronunciato da un pm durante una requisitoria scatena i laici di centrodestra al Consiglio superiore della magistratura. Ma quell’attacco, si scopre dopo poche ore, non è mai esistito. La singolare vicenda nasce da un articolo pubblicato venerdì dal quotidiano Il Foglio, dal titolo “Le toghe ora attaccano la riforma costituzionale nelle requisitorie”. Nel testo è riportato che il pm di Torino Paolo Toso, durante le conclusioni di un processo a carico di due poliziotti, avrebbe “attaccato” il ddl all’esame del Parlamento con queste parole: “Questo è un caso che rende preoccupante il progetto di separazione delle carriere dei magistrati. È stata l’autonomia di giudizio a permetterci di operare un vaglio critico degli elementi”.
La denuncia del Foglio attira l’attenzione dei consiglieri del Csm scelti dai partiti di maggioranza, che, seguendo una prassi inaugurata da loro stessi nei confronti delle toghe “sgradite”, chiedono l’apertura di una pratica di trasferimento per incompatibilità ambientale e sollecitano l’esercizio dell’azione disciplinare contro il pm torinese, citando le parole riportate dal quotidiano. “La libertà di espressione è un diritto sacrosanto ma non può travalicare il principio costituzionale della separazione dei poteri. Un magistrato non può utilizzare l’aula di tribunale per esprimere giudizi su un progetto di riforma costituzionale in discussione, pena la compromissione della credibilità e dell’indipendenza della funzione giudiziaria”, tuonano Felice Giuffrè, Isabella Bertolini e Daniela Bianchini (FdI), Claudia Eccher (Lega) ed Enrico Aimi (Forza Italia).






