BRUXELLES - Minori e donne sono le fasce più esposte ai rischi derivanti dall'uso dell'intelligenza artificiale generativa (GenAI).
È quanto emerge dal rapporto sulla GenAI, la prima analisi completa del Centro comune di ricerca (Jrc) sull'impatto tecnico e socio-economico di questa tecnologia. Secondo i ricercatori, la GenAI può essere molto utile per i bambini, personalizzando le esperienze di apprendimento, sostenendo l'espressione creativa e migliorando la comunicazione. Questo potrebbe aiutare in particolare i bambini con disabilità o che devono affrontare barriere linguistiche. D'altro canto, il rapporto evidenzia come la GenAI comporti rischi di manipolazione e problemi di privacy. Dato che le capacità cognitive dei bambini sono ancora in fase di sviluppo, osservano gli esperti, sono più vulnerabili ai pericoli delle false informazioni.
Ulteriori rischi sono poi legati ai sistemi di GenAI che presentano pregiudizi e stereotipi, in particolare se i loro dati riflettono disuguaglianze storiche e sistemiche. Un esperimento del Jrc ha riscontrato pregiudizi di genere nei modelli di IA utilizzati per il processo decisionale finanziario, con un divario di circa il 4% a favore degli uomini, un risultato simile ad altri studi sui modelli utilizzati dalle banche per effettuare valutazioni del rischio.








