La difesa dei principi dello Stato democratico arginando il potere delle piattaforme che tende a diventare illimitato, i rischi legati allo sviluppo dell'intelligenza artificiale che possono colpire soprattutto i minori, l'avanzare degli attacchi informatici alle istituzioni e alle persone, soprattutto donne e minoranze prese di mira dal fenomeno del deepfake.

Sono le emergenze citate dal presidente dell'Autorità Garante per la Privacy, Pasquale Stanzione, nel corso della Relazione annuale al Parlamento, che si è tenuta nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio. Il principale antidoto contro i pericoli dell'era digitale - ha sottolineato - è la crescita di una cultura della privacy a tutti i livelli della società.

Lo sviluppo dell'intelligenza artificiale porta con sé tanti vantaggi, ad esempio in ambito sanitario, ma dal suo utilizzo possono nascere "pericoli intollerabili" soprattutto per i minori che, come nativi digitali, "intessono con le neotecnologie un rapporto quasi osmotico, con indubbi benefici ma anche rischi notevoli". "Ciò su cui è necessario il massimo rigore - ha ammonito il Garante - è il rispetto degli obblighi di age verification e, soprattutto, una comune alleanza delle istituzioni e delle comunità educanti per la promozione della consapevolezza digitale dei minori".