"La rivoluzione tecnologica, che ha la sua applicazione principale in intelligenza artificiale e algoritmi, ha mostrato non solo un forte potenziale di redistribuzione delle professioni all'interno del mercato del lavoro, ma anche la capacità di incidere più negativamente sul lavoro femminile rispetto al lavoro maschile".
Lo ha detto Monica Esposito, responsabile del gruppo di ricerca analisi di genere del mercato del lavoro e delle politiche pubbliche dell'Inapp, a margine della presentazione del Gender Policy Report 2025.
"L'importanza di assumere un'ottica di genere rispetto a tutta una serie di fenomeni emergenti che determinano degli impatti sul mercato del lavoro, come ad esempio l'avvento dell'intelligenza artificiale, ci fa capire l'importanza del tema.
Il mercato del lavoro, così come modificato dall'avvento dell'intelligenza artificiale, è anche un mercato che rischia di vedere crescere le discriminazioni di genere se non attenzionato".
"Abbiamo capito che gli algoritmi tendono a perpetuare una serie di stereotipi e pregiudizi che sono già insiti in chi li progetta e li alimenta e quindi riproducendo una serie di stereotipi e pregiudizi che sono già caratteristici del mercato del lavoro tradizionale, ma che si riverberano anche in quello tecnologico. In questo contesto è fondamentale che il quadro regolatorio abbia assunto una serie di meccanismi di tutela sia a livello europeo che nazionale che fanno dell'attenzione alle discriminazioni di genere un elemento portante", ha concluso Esposito.






