Apochi giorni dall’annuncio della classifica dei World’s 50 Best Restaurants, abbiamo chiesto agli chef protagonisti come vivono l’attesa. Niko e Cristiana Romito, con il ristorante Reale a Castel di Sangro (L’Aquila), sono al numero 19 della lista del 2024. “La classifica dei 50 Best dà molta visibilità ai ristoranti presenti, non solo rispetto a una clientela gourmet internazionale, con molti giovani, ma anche rispetto a colleghi, chef e ristoratori”, dice Cristiana Romito. “Vent’anni fa, la 50 Best ha riunito per la prima volta ristoranti di tutto il mondo in una stessa lista esclusiva– aggiunge Niko Romito – in cui il piazzamento può cambiare molto da un anno all’altro. Sono coinvolti ristoranti diversi, ma uniti dalla capacità di attrarre una comunità internazionale”.

Enrico Crippa col suo Piazza Duomo di Alba (Cuneo) si è piazzato al 39esimo posto lo scorso anno: “Come al solito nessuna anticipazione, scopriamo tutto nel corso della serata, con una certa ansia. Incrociamo le dita e speriamo, man mano che si svelano i nomi dal 50esimo al primo, di essere nominati il più tardi possibile. A noi interessa la continuità più che l’exploit, speriamo in un risultato sempre migliore”.

Mauro Uliassi, invece, con il suo Uliassi a Senigallia, è il numero 50: “Essere nella 50 Best è un ulteriore riconoscimento in una narrazione internazionale. Come diceva il musicista Massimo Catalano, tra essere dentro o essere fuori è sempre meglio essere dentro e, visto che si può sognare, il più in alto possibile”. Le Calandre di Massimiliano e Raffaele Alajmo, a Rubano (Padova) hanno raggiunto il posto 51 nel 2024: “Le Calandre è il luogo dove mettiamo tutto: testa, cuore, mani. Sapere che questo viene percepito e riconosciuto a livello internazionale ci dà una forza incredibile”.