L’intelligenza artificiale (Ai) ascolta la voce dei pazienti con scompenso cardiaco e anticipa i segnali di allarme. Si chiama Avatar-SC il progetto che, per la prima volta in Italia, unisce Ai, telemedicina e analisi vocale per prevenire le riospedalizzazioni nei pazienti con insufficienza cardiaca. Il cuore del sistema? Un avatar digitale interattivo che dialoga con il paziente a casa, ne analizza la voce e il linguaggio, monitora parametri vitali e promuove una medicina più umana e predittiva.
Il progetto, coordinato dalla Fondazione Cardiotoracovascolare Angelo De Gasperis Ets insieme a Asst Niguarda, Università dell’Insubria e Politecnico di Milano, è stato finanziato da Fondazione Cariplo con 219.300 euro nell’ambito del bando InnovaWelfare, dedicato all’innovazione tecnologica nel terzo settore.
Una voce che cura, prima che la crisi arrivi
L’insufficienza cardiaca è una delle principali cause di ricovero nelle persone over 65, con un tasso di riospedalizzazione che supera il 25% entro i primi 30 giorni dalla dimissione. Un dato allarmante, che Avatar-SC punta a ridurre intercettando segnali precoci grazie all’analisi automatizzata della voce.
«Con Avatar-SC vogliamo rispondere a un bisogno reale e ancora irrisolto – spiega Alessandro Verde, responsabile del progetto –: migliorare il follow-up e la qualità della vita dei pazienti grazie a tecnologie all’avanguardia, ma intuitive, semplici, a misura d’uomo».







