È ormai entrata, più o meno silenziosamente, nelle corsie, negli ambulatori e perfino negli studi dei medici di famiglia. L’intelligenza artificiale (Ai) aiuta a leggere radiografie, suggerisce diagnosi, compie studi scientifici, compila cartelle cliniche mentre il medico parla col paziente. In alcuni casi, individua anomalie che persino l’occhio più esperto potrebbe non cogliere.
AI in corsia: il paziente deve sapere quando viene usata? E come? Cosa chiedere al medico
Algoritmi che leggono radiografie, compilano cartelle e suggeriscono terapie: l’AI entra negli ospedali. Ma serve trasparenza. Dalla bioetica alla privacy, fino alla responsabilità in caso di errore: informare il malato non è un optional ma una nuova frontiera del consenso informato. Gli esperti: «La fiducia si costruisce solo dicendo chiaramente come funziona».






