È ormai entrata, più o meno silenziosamente, nelle corsie, negli ambulatori e perfino negli studi dei medici di famiglia. L’intelligenza artificiale (Ai) aiuta a leggere radiografie, suggerisce diagnosi, compie studi scientifici, compila cartelle cliniche mentre il medico parla col paziente. In alcuni casi, individua anomalie che persino l’occhio più esperto potrebbe non cogliere.