Nell’entourage si dicono certi, e fanno girare anche la data: la macchina si mette in moto subito dopo le regionali. Insomma il “bastone” di Elly: se la minoranza, con il flop dei referendum, rialza la testa, ci penso io a rimetterli a posto con un congresso.
Anche se restasse una voce messa in giro ad arte, come è successo già altre volte nel recente passato, vale comunque l’effetto annuncio. Per intimorire i riformisti divisi in due tronconi: i battaglieri capitanati da Pina Picierno (con l’ex ministra Marianna Madia ed il senatore Filippo Sensi) ed i democristiani, guidati dal senatore Alessandro Alfieri (con il padre nobile Lorenzo Guerini), unico esponente di minoranza in segreteria, la classica foglia di fico. I battaglieri sono prevalentemente deputati europei (oltre alla vicepresidente del Parlamento Europeo, Giorgio Gori ed Elisabetta Gualmini), il loro mandato supera quello di Elly Schlein. I democristiani, per lo più deputati nazionali, sanno che la loro sopravvivenza è nelle mani della segretaria. C’è un terzo girone, sospeso tra minoranza e maggioranza, quello degli attendisti: ne fanno parte insieme al principe della strategia, Dario Franceschini, il proconsole Alberto Losacco, e la capogruppo Chiara Braga.










