Roma, 3 dic. (askanews) – Avrebbe dovuto essere l’incoronazione di Elly Schlein come candidata premier, almeno nelle intenzioni del ‘correntone’ di Montepulciano, ma l’assemblea Pd del 14 dicembre si sta trasformando in un braccio di ferro tra le varie anime del partito. L’idea di usare l’appuntamento per ufficializzare la corsa della segretaria verso palazzo Chigi era stata lanciata domenica scorsa da Michela Di Biase, durante la riunione toscana delle correnti che sostengono la leader Pd, ma si è scontrata ben presto con l’opposizione netta della minoranza, contraria a nuove modifiche dello statuto, che nella versione attuale consentirebbe anche più di una candidatura Pd alle eventuali primarie di coalizione. E l’idea di un congresso anticipato resta sempre la prima opzione almeno di alcuni tra i fedelissimi della leader Pd.
Le correzioni allo statuto sembrano ormai un’ipotesi tramontata, gli stessi fedelissimi della Schlein non sembravano convinti di una soluzione rischiosa, perché richiede un quorum alto, dei due terzi dei componenti dell’assemblea. Asticella non scontata, tanto più che tra i riformisti Pd è cominciata addirittura a circolare l’idea di disertare la direzione, se si dovesse insistere su questa strada.











