La riforma della prima prova dell’esame di Stato elaborata dalla commissione guidata dal compianto Luca Serianni nel 2018 doveva superare l’astrattezza delle tipologie testuali proposte fino a quel momento, come il cosiddetto tema generale, il saggio breve o l’articolo di giornale, per lo più poco funzionali alla comunicazione reale.

Esperienze concrete di comunicazione

L’obiettivo era quello di mettere alla prova i maturandi su esperienze concrete di comunicazione, valorizzando in questo modo le tecniche argomentative dell’italiano scritto perché «qualsiasi disciplina scolastica, qualsiasi lavoro non meramente esecutivo e, più in generale, la consapevolezza critica che si deve presupporre in un cittadino maggiorenne, quale che sia il corso di studi frequentato, richiedono una padronanza del genere» (documento Commissione). L’attuale prima prova, in vigore dal 2019, deve dunque servire a valutare la capacità di comprensione e di elaborazione scritta dello studente, un futuro cittadino pronto ad affrontare, dopo la scuola secondaria, ulteriori studi o la vita professionale.

Indicazioni a maturande e maturandi

Come corollario di queste premesse, quali indicazioni dare alle maturande e ai maturandi? Innanzitutto una nota di rassicurazione: non esiste un’unica soluzione ai quesiti proposti dalle tracce ai quali ognuno deve rispondere in base alle proprie competenze e al proprio percorso di studi; questo non vuol dire che sia lecito scrivere qualsiasi cosa, ma che, nei limiti della pertinenza e della coerenza, ogni studente debba attingere al proprio percorso formativo e alle proprie esperienze e costruire delle sintesi personali. Ne deriva anche che ogni studente, di qualsiasi ordine di scuola, possa affrontare tutte e tre le tipologie: gli studenti che provengono da indirizzi tecnici o professionali non devono escludere l’analisi di un testo narrativo o poetico solo perché hanno approfondito in maniera meno specifica argomenti letterari. Ogni studente, infatti, è chiamato a utilizzare gli strumenti in suo possesso in base al percorso svolto negli anni scolastici, alle conoscenze acquisite e alle competenze maturate. I risultati saranno necessariamente diversi tra studenti di differenti ordini di scuola, ma ciò che conta veramente non è tanto l’abbondanza di conoscenze anche molto raffinate messe in campo, ma la dimostrazione di aver capito la consegna e di averla saputa svolgere in maniera coerente, ognuno con gli strumenti che ha acquisito.