Il cammino per la rielezione

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Una maturanda durante una prova scritta

Mentre per la maggior parte degli studenti e delle studentesse italiane è iniziata l’estate, c’è ancora chi è chino sui libri: i maturandi 2025 inizieranno infatti gli esami il 18 giugno e concluderanno il loro percorso scolastico con il colloquio orale fra la fine di giugno e l’inizio di luglio. E anche gli studenti di terza media stanno per svolgere le prove finali del loro grado scolastico. Un periodo delicato per moltissimi alunni, che mette a dura prova non solo le conoscenze acquisite, ma anche i nervi: in una generazione in cui il 51,4% dei ragazzi soffre in modo ricorrente di stati di ansia (secondo i dati Agia), il momento degli esami è fonte di ulteriore stress e pressione sulla salute mentale. Secondo un sondaggio di Repubblica, realizzato alla fine dello scorso anno scolastico, 9 studenti su 10 sono stati a rischio burnout e il 65% del campione rilevato ha ritenuto l’esame una grande fonte di tensione e stress.

Un pensiero che non sembra venire solo dai ragazzi: secondo l’ultimo report di GoStudent sul Futuro dell’Istruzione, il 25% degli insegnanti ammette che gli esami causano eccessivo stress agli studenti. E a questo si aggiunge un dato ancora più interessante: un quarto dei formatori italiani afferma che le verifiche e gli esami in classe non stimolano il pensiero critico degli studenti, ma li obbligano semplicemente a memorizzare nozioni che poi verranno facilmente dimenticate. Tutti gli insegnanti intervistati da GoStudent sostengono che i temi (prima prova dell’esame di maturità) siano una modalità ormai superata.