Gli agenti a cavallo perlustrano il parco risalendo la collinetta verso l’ingresso di via Leone XIII mentre i colleghi della polizia Scientifica hanno appena terminato l’ultimo sopralluogo dove è avvenuto il macabro rinvenimento della mamma e della sua piccola, morte entrambe in circostanze ancora da chiarire. Alle cinque del pomeriggio runners e bimbi che giocano a palla attraversano i sentieri di Villa Doria Pamphilj: sono ore determinanti per gli investigatori della squadra Mobile che stanno lavorando per dare un nome ai due corpi. Il sospetto è che si tratti di due invisibili che, come tanti clochard, trascorrevano la notte tra i boschi della villa, un parco da 180 ettari nel cuore della città. Un gruppo di senza fissa dimora ha trovato rifugio sotto il ponte Artemisia Gentileschi Lomi, il passaggio pedonale che collega le due porzioni della villa.
«Dormo qui da un mese. Non appena è arrivato il caldo mi sono spostato dalla stazione Termini e mi sono trasferito qui, se così possiamo dire» racconta Lorenzo, 48 anni straniero di origine romene nato a Petrila. Arrivato dieci anni fa in Italia ha vissuto tra Milano e Torino prima di trasferirsi a Roma cinque anni fa. Con la difficoltà di trovare un lavoro fisso in pochi mesi è diventato un invisibile: quando lo invitiamo a raccontare la sua storia, sta sistemando il giaciglio per la notte. Qualche coperta, uno zaino, una bottiglia d’acqua e una di vino. Ma tutta l’area sotto il ponte è un tappeto di indumenti e teli. Trascorrono la notte qui sotto, con il rumore assordante del traffico di via Leone XIII. Un passaggio quasi sotterraneo, nascosto, dove gli uomini vivono come topi: «Siamo in tanti a dormire sotto il ponte, ognuno ha il proprio spazio - racconta Lorenzo - la regola è che nessuno deve disturbare l’altro. È molto pericoloso, vivere così è molto pericoloso, lo so. La notte qui è terra di nessuno, ti devi fare gli affari tuoi per non avere problemi. In questa parte del parco - spiega ancora - siamo tutti connazionali, tutti dalla Romania. Tutti con storie molto simili. Almeno altre tre persone hanno trascorso l’inverno nella zona della stazione Termini e sono venute anche loro qui a Villa Phampilj dove passeremo l’estate. Noi sopravviviamo così».










