Un perimetro di nastro giallo, circa 500 metri, a delimitare la scena di quello che si presenta come un duplice omicidio.
Villa Pamphili, una delle aree verdi più grandi di Roma, teatro suo malgrado di una storia di nera i cui contorni sono ancora tutti da definire. Il giorno dopo il macabro ritrovamento dei corpi di una donna e di una bimba di circa sei mesi, ancora senza identità, il parco nel quadrante ovest della Capitale torna a riempirsi di runner, di mamme con bambini che giocano a pallone, di cani che scorrazzano tra i cespugli, di anziani che cercano un po' di tregua dal caldo già dal sapore estivo.
In "villa" non si parla d'altro: la drammatica vicenda ha colpito chi da sempre frequenta quella che un tempo era la tenuta di campagna di una famiglia nobile romana. In tanti si fermano a poca distanza dal luogo, a ridosso di una siepe, dove è stato trovato il corpo senza vita della bambina.
"Ieri pomeriggio ero qui - racconta Enrico, 82 anni, di professione avvocato - quando sono andato via ho visto arrivare l'ambulanza e ho pensato che qualcuno si fosse sentito male. Mai avrei immaginato quello che poi ho sentito nei notiziari: una vicenda drammatica, una storia tragica soprattutto perché coinvolge una bimba di pochi mesi".










