Il caos sugli autovelox in Italia non accenna a placarsi, con una giungla normativa che rende sempre più complicata la vita di automobilisti, forze dell’ordine e amministrazioni. Due recenti ordinanze della Corte di Cassazione, emesse nello stesso giorno dalla stessa sezione e con lo stesso relatore, hanno riacceso il dibattito. La prima stabilisce che le multe elevate tramite autovelox non omologati, ma solo approvati, sono da annullare. La seconda, però, alza l’asticella per gli automobilisti: per ottenere l’annullamento, non basta più contestare la sanzione, ma serve anche una querela di falso contro chi ha redatto il verbale.

Asaps: “Una giungla inestricabile”

Una situazione che Giordano Biserni, presidente dell’Asaps (Associazione Amici della Polizia Stradale), definisce “una giungla inestricabile”. “Non ne usciamo più da questa storia di omologati, non omologati, approvati. È un caos che favorisce ricorsi su ricorsi, sempre più complessi, mentre sulle strade nessuno parla delle vere emergenze: 33 morti in un weekend, 37 in quello precedente. Ma l’attenzione è tutta sugli autovelox”, denuncia Biserni.

Anni di rinvii

Il problema dell’omologazione degli autovelox non è nuovo: per anni si è rimandata una chiarezza definitiva su questo aspetto. Ora, con le nuove ordinanze, la situazione si complica ulteriormente. Gli automobilisti devono affrontare procedure più gravose, come la querela di falso, mentre chi redige i verbali – polizia locale e stradale – rischia conseguenze serie, anche penali, in caso di errori. “Non si può andare avanti così”, tuona Biserni. “Fermiamo tutto, spegniamo gli autovelox finché non si fa chiarezza. Serve un provvedimento definitivo che stabilisca regole precise”.