Due ordinanze, firmate nello stesso giorno, dalla stessa sezione della Cassazione e con lo stesso relatore. Eppure, una stabilisce che le multe elevate tramite autovelox sono tutte da annullare, perché gli strumenti sono stati approvati ma non omologati. L’altra conferma questo orientamento, ma alza l’asticella per gli automobilisti e aggiunge che, per ottenere l’annullamento delle sanzioni, serve anche una querela di falso contro chi ha redatto il verbale. Il 19 aprile del 2024 era stata proprio la Suprema Corte a «certificare» la problematica dei misuratori di velocità italiani. In una sentenza aveva stabilito che omologazione e approvazione non sono sinonimi ma due procedimenti diversi e, mancando la prima, le multe erano da cancellare. Da quel momento in poi, la stessa Corte ha confermato questo orientamento in numerose pronunce. Anzi, a maggio, una nuova sentenza degli Ermellini non solo aveva bocciato le multe, ma aveva anche disposto la restituzione dei punti sottratti dalla patente dell’automobilista.
Caos autovelox, due sentenze della Cassazione in 24 ore: in una basta la mancata omologazione per bocciare le multe, nell’altra no. «Serve pure la querela di falso contro chi le ha inviate»
Il professor Mauro Renna (Università Cattolica): « Dalla seconda sentenza aggravi sproporzionati per i cittadini a causa di una mancanza dello Stato e non fermerà i ricorsi». Giordano Biserni (Asaps): «Meglio spegnere tutto». Il comandante Luigi Altamura (Anci): «Siamo stanchi di attendere da 33 anni»








