Le multe elevate con autovelox non omologati? Carta straccia. Lo ha stabilito la Cassazione il 19 aprile del 2024. E lo ha ribadito, senza mezzi termini, con altre sentenze. L'ultima in ordine di tempo è appena arrivata e ha annullato tredici verbali a un automobilista «pizzicato» per quasi 1.600 euro da apparecchi irregolari, ha revocato pure la decurtazione dei punti patente. Inoltre, ha puntato il dito contro circolari del ministero dell’Interno e l’Avvocatura dello Stato. Gli Ermellini sono stati categorici: «Approvazione e omologazione non sono procedure equivalenti, né alternative, ma entrambe obbligatorie». La prima certifica che l’autovelox è costruito secondo i requisiti tecnici depositati al ministero. La seconda – l’omologazione – garantisce che quel modello funzioni davvero, come impone il Codice della strada. Senza questo doppio passaggio, la sanzione è illegittima. Sempre. In più, la Corte ha anche chiarito che la taratura periodica dell’apparecchio – pur necessaria – non può in alcun modo sostituire l’omologazione, che resta comunque una condizione preliminare e obbligatoria per la legittimità della sanzione.