Il caos degli autovelox prosegue anche se uno snodo decisivo dovrebbe arrivare prima dell'estate. Ma, a quel punto, solo 1.282 rilevatori di velocità avrebbero i requisiti per restare accesi. Gli altri andrebbero spenti, pena una valanga di ricorsi. È questo il rischio concreto che si profila sulle strade italiane. Ma andiamo per ordine.

Il pasticcio normativo e la sentenza della Cassazione

Come noto, tutto nasce da un lontano pasticcio fra “approvazione” e “omologazione”. Secondo il ministero dei Trasporti, quello dell'Interno e l'avvocatura dello Stato le cose sono sostanzialmente equivalenti. Di diverso avviso, la Cassazione che in più pronunciamenti ha dichiarato nulle le multe. L'ordinanza chiave è quella del 19 aprile 2024: gli Ermellini, richiamando la distinzione fra i due procedimenti, hanno stabilito che le sanzioni per eccesso di velocità rilevate con autovelox non omologati sono illegittime.

Dopo aver tentato una soluzione con alcune circolari, il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ha messo a punto un primo decreto per sanare la questione a marzo dell'anno scorso. Ma, una volta notificato a Bruxelles, lo ha ritirato motivando la scelta con la necessità di “ulteriori approfondimenti”. Nel frattempo, sempre la Cassazione, in un ricorso a seguito di accertamento di eccesso di velocità, ha confermato il sequestro di un autovelox non omologato e, in un secondo contenzioso, ha anche annullato le circolari ministeriali in vigore.