"Il fermo pesca? È una misura per salvaguardare il nostro presente e futuro. Ma non basta". Per il medico veterinario Giuseppe Palma, segretario generale di Assoittica, la via per la sostenibilità del mare passa per una maggiore cultura perché nel 2025 "non è più possibile conoscere solo venti pesci e mangiarne dieci".
Giuseppe Palma
Dottor Palma, gli operatori di categoria si sentono penalizzati dal fermo pesca?
Non lo vivono male e sono pochi quelli fuori dal coro. Quest’anno come l’anno scorso il governo è venuto incontro alle richieste degli operatori del settore introducendo delle misure che danno una elasticità nella gestione della attività, ad esempio garantendo la possibilità di pescare anche il sabato e la domenica, oltre a non prevedere nessun giorno aggiuntivo obbligatorio di fermo. E c'è l'indennità. Ma soprattutto c’è la consapevolezza che sono provvedimenti che servono per preservare l’ecosistema marino e quindi il nostro lavoro presente e futuro. Ci interessa molto il domani. Dobbiamo preservarlo anche per le generazioni future.
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