"Senza un ambiente sano non ci sono pesci, e senza pesci non ci sono pescatori. Per questo dobbiamo proteggere e ripristinare il nostro ambiente. Ma allo stesso tempo dobbiamo garantire le condizioni socio-economiche adeguate affinché il settore possa prosperare. Questo è il nostro approccio: basiamo le nostre decisioni e le nostre politiche sulle migliori informazioni scientifiche disponibili". Così il commissario europeo per l'Ambiente, Oceani e Pesca, Costas Kadis, all'ANSA. Intervenuto a Roma, in occasione del Coast Guard Global Summit, ha sintetizzato la sfida che l'Unione Europea intende affrontare nei prossimi anni: conciliare la tutela ambientale con l'equità sociale ed economica per le comunità di pesca, in particolare nel Mediterraneo e in Italia.
Kadis ha sottolineato che le politiche dell'Ue si baseranno su dati scientifici solidi e su strumenti concreti per garantire che il settore della pesca rimanga competitivo, ma al tempo stesso sostenibile. "Al Consiglio di dicembre - ha spiegato- siamo riusciti ad aumentare le giornate di pesca disponibili, pur introducendo misure più selettive e aree di chiusura per rigenerare gli stock. È la prova che è possibile un equilibrio tra ambiente e sviluppo economico". Il commissario ha richiamato inoltre le parole della presidente Ursula von der Leyen sul ruolo centrale di agricoltori e pescatori nei sistemi alimentari europei: "Producono cibo di qualità altissima e devono avere condizioni eque rispetto alla concorrenza dei Paesi terzi. La Commissione agirà sia per promuovere i prodotti europei, sia per controllare le importazioni". Particolare attenzione, ha spiegato Kadis, sarà riservata ai pescatori artigianali, che rappresentano il 76% della flotta europea e circa la metà degli occupati del settore. "Sono al centro del nostro impegno - ha detto - e a novembre lanceremo un dialogo sull'attuazione delle politiche Ue a loro dedicate". E sul cambiamento climatico: "Le acque del Mediterraneo si stanno riscaldando e diventano ospitali per specie invasive. Non bastano misure semplici: serve un approccio olistico, che sarà garantito dal nuovo Patto europeo per gli oceani e dal Patto per il Mediterraneo in arrivo a ottobre, sviluppato in stretta collaborazione con la Commissione. Inoltre - ha concluso - l'Italia potrà beneficiare di una cooperazione regionale rafforzata, soprattutto nel Mediterraneo, fondamentale per lo sviluppo sostenibile dell'economia blu".






