A minacciare le ultime praterie di Posidonia oceanica rimaste nei nostri mari oltre al cambiamento climatico c'è anche l’ancoraggio selvaggio, capace di alterare il ciclo biologico della pianta chiave per la biodiversità. A denunciarlo un nuovo studio del Wwf, lanciato in occasione della Giornata mondiale degli oceani dell'8 giugno: solo nel 2024 sono stati colpiti oltre 50mila ettari di Posidonia oceanica, pari a 70mila campi da calcio, con una perdita in termini di servizi ecosistemici di oltre 4 miliardi di euro all'anno.