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La pubblicazione più ambita dai ristoratori è finita nel mirino di alcuni accademici: ecco perchè
Pubblicata per la prima volta nel 1900 dalla celebre azienda di pneumatici, la Guida Michelin copre più di trenta Paesi e ha venduto oltre 30 milioni di copie. Il suo sistema di valutazione a stelle è ambito dai ristoratori di tutto il mondo, anche perché molti chef stellati – basti pensare a Gordon Ramsay – sono diventati delle celebrità internazionali. Ma ora la pubblicazione deve fare i conti con la religione woke: sì, perché secondo alcuni accademici la Guida Michelin “è razzista, eurocentrica ed elitista”.
La guida è nota per la grande varietà eppure, riporta il Telegraph, i critici in questione sostengono che l’approccio della Michelin sia generalmente “parrocchiale”, tale da ignorare “vaste fasce del mondo”. Ed ecco la sparata: queste omissioni potrebbero essere dovute al razzismo. Questo il j’accuse di Tulasi Srinivas, professoressa di antropologia, religione e studi transnazionali all'Emerson College di Boston: "Non esiste una Guida Michelin in India, una delle cucine più grandi e antiche del mondo, né in Africa con la sua molteplicità di sapori culturali. Forse un pizzico di razzismo nel boeuf bourguignon?" le sue parole in un blog sul sito The Conversation.






