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Nel gennaio 2027 esce la prima edizione dedicata al nostro Paese dell’istituzione gastronomica francese che ha supportato la nascita della Nouvelle Cuisine. Uno strumento trasversale, che non sarà dedicato solo al fine dining ma anche alla ristorazione POP, affidato al racconto di un centinaio di ispettori che saranno giornalisti e appassionati anonimi e indipendenti
Sbarca in Italia la Gault&Millau e la Michelin non sarà più sola. Certo, ci vorrà del tempo prima che i “toque” possano insidiare le stelle che fanno perdere il sonno agli chef. L’arrivo da noi della guida inventata negli anni Settanta dello scorso secolo da due giornalisti del Paris-Presse (Henri Gault e Christian Millau) sarà infatti a tappe: nel gennaio 2027 vedrà infatti la luce la prima edizione che coprirà soltanto Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia e Trentino-Alto Adige. Il progetto prevede che negli anni successivi vengano poi aggiunte progressivamente nuove fette d’Italia per raggiungere, nel 2031, la copertura di tutta la penisola. Ma l’arrivo fa notizia, anche perché il pungolo della guida gialla potrebbe spingere il management di quella rossa a modificare almeno in parte un approccio all’Italia da molti ormai considerato anacronistico e paternalista.







