Non cerca rivalità con Michelin. Gault&Millau arriva in Italia con un'identità ben precisa e diversa: se la guida con le stelle si concentra sull'alta ristorazione, la guida gialla di origine francese e presente a oggi in 20 paesi vuole mappare l'eccellenza gastronomica a 360 gradi, includendo anche bistrot, street food e quella ristorazione contemporanea che sta ridefinendo il modo di mangiare fuori. Il debutto è previsto per gennaio 2027, e dietro c'è una storia che parte dalla passione.
Un progetto continentale
Tutto nasce da un viaggio. Miroslav Lekeš, imprenditore ceco del settore farmaceutico e medtech, aveva trent'anni quando mise piede in Piemonte per la prima volta. "Sono rimasto folgorato dal cibo", racconta. "Avevo visto il film 'Sotto il sole della Toscana' e qualcosa dentro di me era già cambiato. Poi, quasi per caso, mi si è presentata l'occasione di investire in alcune vigne. L'ho preso come un segno: nel giro di due mesi avevo già firmato". Da quella folgorazione è nato molto più di un investimento enologico. "Sono innamorato dell'Italia. Tutto quello che faccio lo faccio col cuore", spiega Lekeš. Già proprietario di ristoranti e resort, sentiva che mancava ancora qualcosa. "Conoscevo Gault&Millau e ho chiesto di poter portare la guida in Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria. L'esperienza in quei mercati è andata così bene che mi hanno concesso di fare lo stesso anche qui. E vi prometto: questo è davvero l'ultimo Paese".






