Animalisti in rivolta in provincia di Rovigo, dove a Cavanella Po (una frazione di Adria) oltre cinquecento agnelli saranno sgozzati per la Eid Al Adha, la festa del sacrificio islamica. La ricorrenza che ricorda il profeta Abramo – una delle più importanti del calendario musulmano – è iniziata ieri e durerà fino a domenica.

Il nodo della protesta riguarda la macellazione rituale (Halal) che – a differenza di quanto prescrive la legge italiana – non prevede che l’animale venga stordito prima di essere ucciso. La normativa italiana però, in linea con un regolamento dell’Unione europea, consente delle deroghe per motivi religiosi, per tutelare la libertà di culto garantita dalla Costituzione. Per questo, in alcune strutture autorizzate, è possibile uccidere gli animali senza lo stordimento preventivo.

Ma da ieri un gruppo di attivisti sta presidiando il macello in cui dovrebbero essere sgozzati i 500 agnelli. In prima linea c’è il Coordinamento tutela diritti animali Rovigo, la cui presidente, Gabriella Gibin, al Gazzettino definisce la pratica come «una mattanza di creature innocenti, che avrà luogo nel silenzio collettivo della società civile». Gibin sottolinea che la protesta non ha alcun intento razzista verso altre etnie o fedi. «La battaglia – spiega – è esclusivamente contro un barbaro rituale che provoca solo dolore e sofferenza a esseri viventi senzienti. È inaccettabile usare la religione come pretesto nel 2025 per giustificare il sacrificio di milioni di animali e la presenza di bambini a questi riti».