«Ho completa fiducia nel vostro coraggio, nella vostra devozione agli ordini e nelle vostre capacità in combattimento. L'unico risultato accettabile è la vittoria su tutta la linea. Buona fortuna!». Nelle prime ore del 6 giugno 1944 iniziò il “D Day”, momento cruciale della Seconda Guerra Mondiale e una delle più grandi operazioni anfibie della storia. Le prime truppe alleate, al comando del generale Eisenhower, sbarcarono in Normandia, in cinque spiagge sul tratto di costa tra la penisola del Cotentin e la zona di Caen.
Un'azione militare che costò perdite enormi. Solo a Omaha beach – quella meglio difesa dai nazisti – morirono più di quattromila soldati americani. Ma l’operazione fu comunque un successo, anche grazie a “Fortitude”, il celebre (e riuscito) piano di depistaggio: migliaia di carri armati di legno, velivoli gonfiabili e manichini erano stati usati per sviare l'attenzione dei tedeschi dal vero punto in cui sarebbe iniziata l'invasione. La “battaglia di Normandia” andò avanti nelle settimane successive, con un colossale dispiegamento di mezzi militari, navi da guerra e aerei da trasporto. Il 25 agosto Parigi fu liberata.









