Ci hanno promesso un mega-show in eurovisione, per il quarantesimo anniversario dello sbarco in Normandia che si celebrerà oggi sulle spiagge butterate di Utah Beach, e invece avremo una strana e ipocrita cerimonia del ricordo, che con l’Europa e le sue odierne aspirazioni ha poco o nulla a che vedere. Cosa penseranno i giovani tedeschi che seguiranno l’avvenimento alla Tv? Cosa le generazioni postbelliche che il 17 giugno prossimo, a Parigi o Roma o Amsterdam, saranno chiamate a plebiscitare il progetto di un’Europa politica ricongiunta attorno all'alleanza franco-tedesca?
Sullo schermo vedranno sfilare Reagan e Mitterrand, la regina d'Inghilterra e Beatrice d'Olanda, re Olav di Norvegia e il Granduca di Lussemburgo, Baldovino e il primo ministro Trudeau. E accanto a loro, felice di farsi ritrarre in sì nobile compagnia: il ministro polacco degli ex combattenti, inviato speciale di Jaruzelski, e cinque delegati sovietici guidati da un generale.
Il fronte dei vincitori insomma, come se la storia del mondo libero fosse cominciata e finita al processo di Norimberga e un immenso buco nero avesse inghiottito successivamente i Gulag, l’agonia dell’Europa centrale, e l’ingresso di Bonn nella Nato. Così vuole la regola dell’odierno rituale: fèrmati, glorioso attimo immaginato da Roosevelt e Stalin, sei così bello! Sul banco degli imputati c'è ancora e sempre la Germania, almeno simbolicamente, e la sua discreta domanda di partecipare alla commemorazione è stata cortesemente ma sdegnosamente respinta.










