Secondo la classifica internazionale più accreditata e recente, tra le prime venti università del mondo ben sette sono statunitensi (vedi Fig.1). Il vecchio continente ne piazza soltanto cinque, quattro inglesi e una svizzera, mentre l’Unione Europea brilla per l’assenza. Tre sono cinesi, compresa Hong Kong che mi aveva fatto una proposta quando entrai in quiescenza. Ma come avrei potuto assistere — e piangere — alla dissoluzione della squadra del cuore da così lontano?
Nel mondo al contrario dell’era post-pandemica, gli Stati Uniti potrebbero guardare con orgoglio a un settore in cui eccellono, la creazione e la trasmissione di conoscenza. Assieme agli armamenti, è anche il settore con il miglior surplus commerciale. In maggioranza, gli studenti stranieri pagano l’intera retta, a beneficio degli allievi nativi che possono frequentare questi prestigiosi istituti grazie alle generose borse di studio. E, non ultimo, il sistema serve a reclutare talenti. Il visto F-1, oggi sotto attacco, rilancia l’economia, aiuta a pagare l’istruzione dei cittadini americani e, assieme alla certificazione H-1B e Alien Labor, aiuta a mantenere i laureati migliori negli Stati Uniti.
L’attacco MAGA è diretto soprattutto contro le università di élite, simboleggiate dalla Ivy League della costa orientale. Sogna di trasformare la Ivy League in una nuova, indottrinata Mediocrity League, come inveisce un vecchio collega. Le conseguenze peseranno però sull’intero sistema. Gli allievi stranieri della indomita Harvard sono poco meno del 30 percento, più o meno gli stessi di MIT e Caltech, ma i forestieri superano i nativi in atenei di prestigio come Illinois Tech (vedi Fig.2). Perfino università statali come la Colorado State University ospitano un congruo numero di stranieri, soprattutto nella formazione di terzo livello. Quando feci un ciclo di lezioni in un corso di dottorato del MIT, più di trent’anni fa, solo due erano i nativi americani, mentre c’era un foltissimo gruppo di coreani, grazie al supporto dell’azienda ferroviaria del loro paese.












