L’offensiva di Donald Trump contro gli studenti internazionali nelle università Usa è partita con Harvard e Columbia, poi si è generalizzata. Getta nell’incertezza e perfino nell’angoscia molti giovani venuti in America da tutto il mondo, le loro famiglie, i loro professori, i loro amici americani. La comunità studentesca italiana è una di quelle colpite da questa tempesta. Per generazioni gli Stati Uniti avevano accolto «giovani cervelli» dal resto del mondo e li avevano formati. Non è un fenomeno recente. Il Novecento vide già un crescente ruolo degli Stati Uniti e del loro sistema universitario nella formazione di una classe dirigente mondiale. E prima ancora che affluissero nelle facoltà Usa i profughi dell’antifascismo e le vittime dell’antisemitismo (pensiamo a giganti del pensiero scientifico come Einstein, Enrico Fermi e tanti altri), c’erano già stati illustri pensatori e artisti europei attirati a insegnare in quello che allora si chiamava il Nuovo Mondo: il Dipartimento di Italiano della Columbia University a New York era stato fondato nel 1825 dal celebre librettista Lorenzo Da Ponte, autore dei testi delle opere di Mozart!