Milano, 30 mag. (askanews) – Ogni anno vengono uccisi più di 100 milioni di squali e razze, con alcune popolazioni declinate del 95%. Il 36% di queste popolazioni, circa un terzo quindi, sono a rischio di estinzione, con gravi conseguenze su tutto l’ecosistema marino. Negli ultimi 50 anni il loro numero si è ridotto del 70%. Verdesca, palombo, smeriglio, spinarolo, mako o gattuccio: secondo il “Food Balance Sheet” della FAO, nel 2017 circa il 3% del consumo totale pro capite di prodotti di pesca e acquacoltura era composto da elasmobranchi (squali e razze); tra il 2009 e il 2021, l’Italia è risultata essere il terzo più grande importatore di prodotti di squalo a livello globale, con circa 98mila tonnellate di prodotti di squalo importati.
La volontà di provare a spiegare cosa si nasconde dietro la pesca e il commercio della carne di squalo, con l’obiettivo di sensibilizzare le persone sul suo commercio legale, sono al centro di “Shark preyed”, un documentario dei fratelli siciliani Andrea e Marco Spinelli, risultato di più di tre anni di ricerca e riprese, in viaggio tra Italia e Spagna. Un progetto di “riqualificazione” dello squalo nella società moderna, animale cardine nel mantenimento dell’equilibrio della biodiversità marina, storicamente demonizzato e attualmente a rischio di estinzione.






