La scomparsa di Joseph S. Nye Jr., avvenuta lo scorso 6 maggio all’età di 88 anni, segna la fine di un’epoca per le relazioni internazionali. Il politologo di Harvard, teorico del celebre concetto di “soft power”, se n’è andato proprio mentre la sua più importante intuizione intellettuale viene violentemente decostruita dalla seconda amministrazione Trump, che ha scelto di abbandonare la diplomazia dell’attrazione per privilegiare una strategia di pura coercizione.
Nye, professore emerito della Harvard Kennedy School, ovvero di una scuola di quell’Università che Trump ha eletto a bersaglio preferenziale della sua crociata anti-intellettuale, aveva coniato negli anni Ottanta il termine “soft power” per descrivere la capacità di influenzare il comportamento di altri paesi attraverso l’attrazione piuttosto che il puro dispiegamento di forza militare e/o economica.











