Seguendo alla lettera la teoria con cui l’accademico britannico-americano James Robinson ha vinto il premio Nobel per l’Economia 2024, le politiche dell’amministrazione Trump rischiano di portare gli Stati Uniti al collasso. Questo perché «la storia ci insegna che la crescita di lungo periodo si basa sull’innovazione, che può svilupparsi solo in società fondate su istituzioni e politiche inclusive».

«È troppo presto per dire se le scelte dell’attuale amministrazione americana porteranno il Paese al collasso, com’è successo per l’Unione sovietica e per diversi Stati africani - ha argomentato Robinson al Festival dell’Economia di Trento -. Certo è che per decenni gli Stati Uniti sono stati un magnete per i nuovi talenti, hanno attirato in modo costante le menti migliori; pensiamo per esempio alla provenienza dei genitori di Elon Musk o Steve Jobs. Ora si sta creando una sorta di antagonismo e questo potrà creare un problema disastroso, una perdita di talenti che può avere un impatto grave sull’innovazione e sulla crescita americana di lungo periodo».

L’allarme - con profonde implicazioni sull’economia mondiale - ha gelato la folta platea di studenti, docenti e famiglie in sala per ascoltare l’economista in collegamento dalla sua University of Chicago. Già in un altro panel, la direttrice degli Harvard Entrepreneurs e fondatrice di Physis Investment, Stefania Di Bartolomeo, aveva espresso «forti timori per la perdita di democrazia negli Stati Uniti, più che sui dazi».