La politica dei dazi di Trump «non solo avrà costi elevati, soprattutto per i cittadini americani, ma rischia di compromettere la produttività globale». L’economista livornese Veronica Guerrieri, docente alla University of Chicago e specializzata in macroeconomia e mercati, parla a poche ore dall’ultimo dato sul debito statunitense, che ha raggiunto i 37 mila miliardi di dollari. Un record che conferma le statistiche diffuse negli scorsi mesi dagli enti governativi. «Se Trump continua con questa politica, l’economia rallenterà peggiorando anche le prospettive per il debito pubblico – spiega Guerrieri –. Il protezionismo impone costi aggiuntivi e rende le scelte economiche inefficienti, gli altri Paesi non imitino la politica di Trump».
Qual è la sua lettura della strategia commerciale di Donald Trump?
«L’imposizione di dazi elevati è sempre stata un pilastro della politica economica trumpiana. Dopo otto mesi di amministrazione, è chiaro che il presidente americano considera le tariffe uno strumento desiderabile per raggiungere la reindustrializzazione. Tuttavia, come molti economisti, ritengo che non sarà così. Questa politica avrà costi elevati soprattutto per i cittadini americani. In un mondo globalizzato, il protezionismo non aiuta necessariamente l’industria locale».







