Le nuove barriere commerciali imposte dagli Stati Uniti stanno incrinando la fiducia internazionale e mettendo a rischio l’architettura dell’economia globale. In un discorso segnato da toni che riflettono l’incertezza globale, il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta nelle sue considerazioni finali ha denunciato “una crisi profonda degli equilibri” che hanno sostenuto la crescita mondiale negli ultimi decenni e ha esortato l’Europa a “non restare indietro”, anche attraverso l’utilizzo di strumenti di debito comune. Secondo il governatore, la strategia dei dazi adottata dall’amministrazione Trump rappresenta “una leva negoziale” per riformulare le relazioni internazionali, ma comporta “effetti difficili da prevedere e da gestire”. Il rischio, ha avvertito, è che il commercio diventi “una fonte di divisione, alimentando l’instabilità politica e mettendo a repentaglio la pace”. L’Italia, seppur più solida che in passato, non deve dimenticarlo. Specie sul fronte dei conti pubblici.

Il contesto globale

"Le dispute commerciali stanno incrinando la fiducia a livello internazionale, con effetti negativi sulle prospettive dell’economia globale", ha esordito Panetta, ponendo l’accento su come le barriere doganali introdotte dagli Stati Uniti abbiano già prodotto oscillazioni nei mercati, penalizzando le imprese esportatrici e alimentando la domanda di beni rifugio come l’oro, salito ai massimi storici. Ma non è solo questione di mercati. "Siamo di fronte a una crisi profonda degli equilibri che hanno sorretto l’economia globale negli ultimi decenni", ha detto.