Il quadro geopolitico mondiale è cambiato. Il ruolo centrale del dollaro «è messo in dubbio». L’Europa è indietro rispetto agli Stati Uniti nell’innovazione tecnologica e viene incalzata dalla Cina e dai Paesi emergenti. L’Italia ha migliorato i saldi di finanza pubblica, come riconosciuto anche dalle agenzie di rating, e ha mostrato segni di ripresa dell’economia che poggiano sulla vitalità del sistema produttivo, ma resta indietro sulla capacità di innovare e sulla qualità del capitale umano, con una forza lavoro poco istruita, che invecchia mentre parte dei giovani laureati emigrano, non compensati da immigrati di qualità. È un governatore della Banca d’Italia insieme preoccupato e fiducioso quello che emerge dalle Considerazioni finali. Fabio Panetta è preoccupato per la guerra commerciale scatenata dall’amministrazione Trump: «Potrebbe sottrarre quasi un punto percentuale alla crescita mondiale nell’arco di un biennio». Ma «il rischio più profondo è un altro: che il commercio, da motore di integrazione e dialogo, si trasformi in una fonte di divisione, alimentando l’instabilità politica e mettendo a repentaglio la pace».