Trump ha vinto su tutti i fronti. Ha imposto dazi al mondo intero e li ha fissati alla massima convenienza per gli Stati Uniti. Ha preteso investimenti per migliaia di miliardi da Europa e Giappone e ha ottenuto l’impegno dall’Unione europea ad acquistare armi ed energia per 750 miliardi. S’è assicurato entrate tariffarie stimabili attorno ai 400 miliardi all’anno, sufficienti a compensare i tagli delle tasse contenuti nella sua «grande e bellissima legge finanziaria». In questo modo, ha costretto il resto del mondo a finanziare, ancor più del passato, le finanze e l’economia del suo paese. Infine, ha guadagnato consenso politico interno e fatto credere che le tariffe siano davvero una bella cosa, perché fanno bene all’economia e a Wall Street.