Un vero e proprio tsunami. Nove mesi dopo le elezioni e sette mesi dopo l’insediamento l’amministrazione Trump ha colto tutti di sorpresa per il suo decisionismo. Un primissimo bilancio inevitabilmente rimanda a un raffronto rispetto a quello che è stato il primo mandato del tycoon. Anche se dobbiamo ricordare che restano ancora tre anni a Trump come inquilino della Casa Bianca e il quadro potrebbe riservare non poche sorprese.

Il confronto

Il primo mandato 2016-2020 è stato una sorta di palestra. Trump arrivò alla presidenza Usa da vero neofita e quindi quegli anni sono serviti sostanzialmente per fare esperienza, facendo tesoro di lezioni che sarebbero state poi utilissime per un secondo mandato nel quale ha sempre creduto.

Lo scontro istituzionale contro la Fed ha assunto oggi toni decisamente più alti in questi mesi rispetto al pressing del primo mandato. Inoltre oggi il Congresso è molto più a sostegno del presidente e questo ha consentito da subito di agire con la firma degli ordini esecutivi. Insomma un vero e proprio tsunami politico e finanziario (con il crollo dei listini, poi rientrato, ad aprile) con il dollaro e il debito pubblico Usa osservati speciali.

L’incertezza