Benvenuti nel nuovo ordine del commercio internazionale. O, forse, sarebbe più appropriato parlare di disordine, vista la rapidità con cui le aliquote alle dogane americane cambiano a seconda degli umori e della convenienza della Casa Bianca, che tratta allo stesso modo alleati e nemici. Dalla mezzanotte del 7 agosto è entrata in vigore una nuova geografia commerciale, tracciata dai dazi reciproci dell’America First, stagione seconda. Donald Trump ha riscritto gli equilibri economici globali imponendo tariffe differenziate, dal 10 al 50%, su beni provenienti da 92 Paesi, Unione europea inclusa, tassata al 15%.